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Steve Lehman: Sélébéyone
Passare oltre e mettere subito le cose in chiaro: da qualunque parte lo si prenda, lo si giri e lo si soppesi, per quanto si provi a circoscriverlo e ad addomesticarlo, Séléyébone è un disco enorme. Gigantesco nel modo di porsi e imporsi, nella capacità di scaricare a terra al primo ascolto tutti i cavalli di un motore congegnato con visionaria lucidità. Seguendo il filo logico di un progetto tanto ambizioso quanto azzardato: trovare un punto di perfetto incontro e pacifico equilibrio tra la spigolosa estetica del padrone di casa, l'abrasiva vitalità del rapper senegalese Gaston Bandimic, arrivato a Lehman via Parigi grazie ai buoni uffici del sassofonista Maciek Lasserre (sua la firma in calce a un paio di brani), e le inquiete meditazioni dell'alchimista High Priest (alias HPrizm), tra i fondatori del collettivo Antipop Consortium e già compagno di scorribande di Matthew Shipp sotto l'egida della Thirsty Ear.
Un pasticciaccio di nomi e provenienze che sa di rompicapo irrisolvibile anche solo a leggerlo, una matassa ingarbugliata di stili e linguaggi che pare impossibile dipanare. E invece, miracolosamente, tutto fila, le tessere combaciano, i piani si sovrappongono senza urtarsi all'interno di una dimensione inclusiva e sperimentale.
Certo, che di mezzo ci sia Lehman, per chi sa e frequenta, è più che palese fin dai primissimi secondi dell'iniziale "Laamb," con quel pianoforte ossessivamente incagliato in un arpeggio sghembo a cadenzare l'introduzione in lingua wolof di Gaston Bandimic. Lehman all'ennesima potenza: definito, preciso, riconoscibile; l'io narrante (e garante) che dall'alto osserva e guida, dispone e controlla. Facendo proprie le identità altrui senza però violentarle o tradirle, in un processo di rigorosa e perfetta osmosi il cui esito è stupefacente, arioso, quasi democratico. Ascoltare per credere il vorticare dei sassofoni che fa da scheletro alla dinoccolata "Are You in Peace?"; l'inquietante deflagrare di "Origine" dopo un avvio alla Sun Ra; le atmosfere newyorchesi della notturna "Hybrid," attraverso la quale si aggirano come spettri i versi taglienti di High Priest (there's a revolution, where are you?); l'isterica e conclusiva "Bamba," lehmaniana fino al midollo eppure perfettamente aderente al salmodiare mistico e ruvido di Gaston Bandimic (sul sito internet di Lehman sono disponibili le trascrizioni delle parti in inglese e le traduzioni di quelle in wolof).
E se è vero che a tratti emerge netta la sensazione di avere a che fare con musica perversamente artificiosa, con il risultato di un esperimento genetico condotto con geniale freddezza, non si può non riconoscere a Lehman il merito di essere sempre e comunque sintonizzato sulle frequenze del presente: con coraggio, dedizione assoluta e incrollabile fiducia. Vi pare poco?
Track Listing
Laamb; Are You In Peace?; Akap; Origine; Cognition; Hybrid; Dualis; Geminou; Bamba.
Personnel
Steve Lehman
saxophone, altoGaston Bandimic: vocals; HPrizm: vocals; Steve Lehman: alto saxophone; Maciek Lasserre: soprano saxophone; Carlos Homs: piano, keyboards; Drew Gress: acoustic bass; Damion Reid: drum set.
Album information
Title: Sélébéyone | Year Released: 2016 | Record Label: Pi Recordings
About Steve Lehman
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